Un click non basta per tradurre

Capirsi nonostante si parlino lingue diverse. Gli strumenti automatici gratuiti abbondano, ma due traduttrici professioniste ci spiegano che...

C'è stato, negli ultimi anni, un boom di traduttori automatici online, gratuiti o a pagamento. Le persone hanno sempre più bisogno di comprendere testi in altre lingue e allora ecco che questi servizi offrono quello di cui necessitano: immediatezza e buoni risultati a costo zero (o relativamente basso).

Questi programmi riscuotono un successo sempre maggiore, ma non si pensi che la professione del traduttore professionista possa perciò perdere valore e significato. Nina Nembrini e Marina Graham, rispettivamente traduttrici per la Segreteria generale del DDPS (Dipartimento federale della difesa, della protezione e dello sport) e dell’ASTTI (Associazione svizzera traduttori, terminologi e interpreti) sono concordi nel dire che mai questi strumenti potranno rubar loro il lavoro. “Sono migliorati molto, ma le lacune non mancano. Basti pensare che non calcolano il femminile”, spiega Nina. Le dà man forte Marina: “Io la chiamo traduzione usa e getta. Va bene per capire un testo, ma pensare di fare copia e incolla è sbagliato”.

Le lacune ci sono e sono spesso legate al fattore umano, totalmente inesistente in questi software: “Noi non ci limitiamo a tradurre solo parole, diamo loro un senso. Inoltre ci sono vari registri di traduzione. Se mi rivolgo a un Consigliere federale, non mi rivolgo come se stessi parlando a un amico. Questo il traduttore automatico non lo fa e non sarà mai in grado di farlo”, sintetizza la portavoce italofona dell’Associazione svizzera di categoria.

Un altro pericolo è l'appiattimento del livello della lingua: “Se tutti traducono con questi prodotti, la qualità dei testi disponibili che usano queste aziende sarà sempre peggiore, e quindi si baseranno su una qualità della lingua sempre più bassa e non potranno migliorare”, conclude Nina Nembrini.

Altre considerazioni nel video.
Fabio Dotti